| PARROCCHIA SANT’ANDREA CASTIONS |
| Catechismo – anno pastorale 2025-2026 |

MANDATO AI CATECHISTI
Sac. Fratelli e sorelle, il Signore Gesù vi invita all’impegno e vi man-
da, anche quest’anno, verso i bambini, i ragazzi e i giovani. Invo-
chiamo l’aiuto del Signore:
IMPEGNO DEI CATECHISTI
Catechisti: Signore, davanti a te e a questa comunità noi acco-
gliamo l’incarico che ci viene affidato. Accompagna la nostra
fatica, illumina i nostri passi, donaci un cuore ardente di fede,
speranza e carità. Amen.
BENEDIZIONE DEI CATECHISTI
Sac: Dio che ha manifestato la sua verità e la sua carità in Cristo, vi
faccia apostoli del Vangelo e testimoni del suo amore nel mondo.
(tutti) Amen
Sac: II Signore Gesù che ha promesso alla sua Chiesa di essere presente
fino alla fine dei secoli, guidi i vostri passi e confermi le vostre parole.
(tutti) Amen
Sac: Lo Spirito del Signore sia sopra di voi, perché camminando per
le strade del mondo possiate donare a tutti la gioia del Vangelo
(Tutti) Amen.
Sac: E su voi tutti scenda la benedizione di Dio Onnipotente, Padre
e Figlio e Spirito Santo. Amen
Elenco DVD di Don Ugo a disposizione dei catechisti in PDF 
Il nostro PADRE NOSTRO
Il Padre Nostro
è il faro che ci guida nella vita
è silenzioso ma presente
non lo vedi ma Lui ti sente
Sai ciò che ho nel cuore
per noi è solo amore
Sei buono, sei amore, sei quell’infinito abbraccio
che unisci cieli e terra,
sei l’immenso intorno a noi e siamo tutti figli tuoi
Ci ami
ci chiedi di vivere da fratelli
ma non è sempre facile perché siamo ribelli
Mi fido di te mi ami, mi proteggi
speciale mi sento con te al mio fianco
Santifichiamo il tuo nome pregando con te
ci guidi ci ispiri, vuoi il meglio per noi
e noi ti ringraziamo come tu sai
andrò controcorrente perché tu sei con me
Perchè tu sei
perché tu sei il Padre Nostro
a te che sei nei cieli e parli ai nostri cuori
insegnaci ad amare come sai solo tu ( 2 Volte)
Il tuo regno venga per noi ora ovunque siamo sei con noi
a casa, scuola dove pace porta
un mondo migliore
andrò controcorrente per portar felicità
e non m’importa se qualcuno mi,
mi giudicherà
Tu sei re senza reame, tutto il mondo è il tuo regno
non ti servon cavalieri,
ma amici veri e la tua Volontà è per me la mia felicità
Ovunque noi saremo tu ci sarai
adesso e sempre tu sei per noi
aria acqua pane e amore
Cerco e aiuto chi ha bisogno di me,
resta con me non mi lasciare
ti chiedo scusa aiutami ad amare
A perdonare come si fa
è il primo passo per arrivar la
RIT.
Dobbiamo riconoscere le colpe e gli errori
e faticoso io lo so
la gioia è molto è molto più grande
E solo tu lo sai quanto serve a tutti noi
E il perdono del fratello rende il mondo…
molto più bello.
(Composto e rielaborato dai cresimandi)
IL MIO SI
Io sono creato per fare e per essere qualcuno per cui nessun altro è creato.
Io occupo un posto mio nei consigli di Dio, nel mondo di Dio: un posto da nessun altro occupato. Poco importa che io sia ricco, povero disprezzato o stimato dagli uomini: Dio mi conosce e mi chiama per nome.
Egli mi ha affidato un lavoro che non ha affidato a nessun altro.
Io ho la mia missione. In qualche modo sono necessario ai suoi intenti tanto necessario al posto mio quanto un arcangelo al suo.
Egli non ha creato me inutilmente. Io farò del bene, farò il suo lavoro. Sarò un angelo di pace un predicatore della verità nel posto che egli mi ha assegnato anche senza che io lo sappia, purcé io segua i suoi comandamenti e lo serva nella mia vocazione.
Credere nella Resurrezione
Atto di Dolore
Un nuovo approccio all’insegnamento del catechismo dei fanciulli attraverso la musica.
Con il tempo di Avvento inizieremo il nuovo anno liturgico dentro il contesto della pandemia e delle sue conseguenze. Veniamo invitati a vigilare! Un’indicazione evangelica quanto mai opportuna che ci vuole rendere consapevoli del dono della vita affinché possiamo diventare creativi nel vivere e proporre itinerari capaci di generare una fede più viva e significativa verso Gesù e un’attenzione operosa verso i bisogni degli altri, soprattutto i più deboli. Il Vescovo Giuseppe, nella lettera, “Da Babele a Pentecoste”, offre alcuni preziosi spunti di riflessione per il cammino pastorale.
Durante la pandemia abbiamo sperimentato quanto è grande la nostra fragilità. È crollato il mito della volontà di onnipotenza dell’uomo. Forse stiamo riscoprendo la vera dimensione umana, fatta di tanti limiti e di molta potenzialità di bene.
LA MISSIONE E I TRATTI DEL CATECHISTA
In primo luogo, la catechesi non è un “lavoro” o un compito esterno alla persona del catechista, ma si “è” catechisti e tutta la vita gira attorno a questa missione. Di fatto, “essere” catechista è una vocazione di servizio nella Chiesa, ciò che è stato ricevuto come dono da parte del Signore si deve a sua volta trasmettere. Pertanto il catechista deve tornare costantemente a quel primo annuncio o “kerygma” che è il dono che gli ha cambiato la vita. È l’annuncio fondamentale che deve risuonare di continuo nella vita del cristiano, ancor di più in chi è chiamato ad annunciare e insegnare la fede.
Il catechista cammina da e con Cristo, non è una persona che parte dalle proprie idee e dai propri gusti, ma si lascia guardare da lui, da quello sguardo che fa ardere il cuore. Quanto più Gesù occupa il centro della nostra vita, tanto più ci fa uscire da noi stessi, ci decentra e ci rende più vicini agli altri.
Questo dinamismo dell’amore è come il movimento del cuore: “sistole e diastole”; si concentra per incontrare il Signore e subito si apre, uscendo da se stesso per amore, per rendere testimonianza a Gesù e parlare di Gesù, per predicare Gesù.
L’esempio ce lo dà lui stesso: si ritirava per pregare il Padre e subito andava incontro agli affamati e agli assetati di Dio, per guarirli e salvarli.
La vita cristiana è un processo di crescita e d’integrazione di tutte le dimensioni della persona in un cammino comunitario di ascolto e di risposta.
Il catechista inoltre è creativo; ricerca diversi mezzi e forme per annunciare Cristo. È bello credere in Gesù, perché lui è «la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6) che colma la nostra esistenza di gioia e di allegria. Questa ricerca per far conoscere Gesù come somma bellezza ci porta a incontrare nuovi segni e forme per la trasmissione della fede.
I mezzi possono essere diversi ma l’importante è tener presente lo stile di Gesù, che si adattava alle persone che aveva davanti a sé, per avvicinare loro l’amore di Dio. Bisogna saper “cambiare”, adattarsi, per rendere il messaggio più vicino, benché sia sempre lo stesso, perché Dio non cambia, ma rende nuove tutte le cose in lui. Nella ricerca creativa per far conoscere Gesù non dobbiamo provare paura perché lui ci precede in questo compito. Lui già è nell’uomo di oggi e ci attende lì.
Cari catechisti, vi ringrazio per quello che fate, ma soprattutto perché camminate con il Popolo di Dio. Vi incoraggio a essere messaggeri gioiosi, custodi del bene e della bellezza che risplendono nella vita fedele del discepolo missionario.
Che Gesù vi benedica e la Vergine santa, vera “educatrice della fede”, si prenda cura di voi. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me.
Papa Francesco
PREGHIERA DEL CATECHISTA
Chiamato ad annunciare la tua Parola,
aiutami, Signore, a vivere di Te,
e ad essere strumento della tua pace.
Assistimi con la tua luce,
perché i ragazzi che la comunità mi ha affidato
trovino in me un testimone credibile del Vangelo.
Toccami il cuore e rendimi trasparente la vita,
perché le parole, quando veicolano la tua,
non suonino false sulle mie labbra.
Esercita su di me un fascino così potente,
che, prima ancora dei miei ragazzi,
io abbia a pensare come Te,
ad amare la gente come Te,
a giudicare la storia come Te.
Concedimi il gaudio di lavorare in comunione,
e inondami di tristezza ogni volta che, isolandomi dagli altri,
pretendo di fare la mia corsa da solo.
Ho paura, Signore, della mia povertà.
Regalami, perciò, il conforto
di veder crescere i miei ragazzi
nella conoscenza e nel servizio di Te.
Fammi silenzio per udirli.
Fammi ombra per seguirli.
Fammi sosta per attenderli.
Fammi vento per scuoterli.
Fammi soglia per accoglierli.
Infondi in me una grande passione per la Verità
e impediscimi di parlare in tuo nome
se prima non ti ho consultato con lo studio
e non ho tribolato nella ricerca.
Salvami dalla presunzione di sapere tutto,
dall’arroganza di chi non ammette dubbi,
dalla durezza di chi non tollera ritardi.
dal rigore di chi non perdona debolezze,
dall’ipocrisia di chi salva i princìpi e uccide le persone.
Trasportami dal Tabor della contemplazione,
alla pianura dell’impegno quotidiano.
E se l’azione inaridirà la mia vita,
riconducimi sulla montagna del silenzio.
Dalle alture scoprirò ì segreti della «contemplatività»,
e il mio sguardo missionario
arriverà più facilmente agli estremi confini della terra.
Affidami a tua Madre.
Dammi la gioia di custodire i miei ragazzi
come Lei custodì Giovanni.
E quando, come Lei, anch’io sarò provato dal martirio,
fa’ che ogni tanto possa trovare riposo
reclinando il capo sulla sua spalla.
Amen.
don Tonino Bello