Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP)

Il nuovo Consiglio Pastorale Parr.(C.P.P.) 2019 – 2022

Mercoledì 30 ottobre si è dato avvio al nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale.Attraverso qualche semplice domanda, cercherò di dare alcune risposte sul significato ed il ruolo di un Consiglio Pastorale Parrocchiale.

Cos’è il C.P.P.?

 Il Consiglio Parrocchiale Pastorale è un organismo composto da un gruppo di persone che affiancano il parroco nella conduzione della vita cristiana di una Comunità. Fino a pochi anni fa, aveva solo funzioni consultive o di collaborazione dato che la decisione finale sul da farsi atteneva comunque solo al parroco che ne era il Presidente. Oggi Il ruolo del C.P.P. cambia notevolmente perché assume  funzioni di corresponsabiIità nella conduzione della vita religiosa, il che configura un ruolo decisamente diverso e ben più importante rispetto a quello ricoperto nel passato.

Quanti sono i membri del Consiglio e chi ne fa parte?

 Dalle indicazioni statutarie emanate dal vescovo, il parroco rimane sempre il Presidente del Consiglio, poi attraverso elezioni comunitarie dovrebbe essere definito il numero dei membri che lo costituiscono.  Il numero poi viene ulteriormente implementato da alcuni membri di diritto, come i rappresentanti delle Associazioni cattoliche, dei gruppi ecclesiali o religiosi se mai fossero presenti in parrocchia, da un rappresentate della Commissione Affari economici (C.P.A.E.)  e massimo da tre componenti indicati espressamente dal parroco per loro specifiche competenze (scelta di tecnici).

Per quanto riguarda le elezioni, non ci sono indicazioni precise sul numero dei membri da eleggere, quanto quello di rispettare la rappresentatività di una comunità. A titolo indicativo, il numero dei membri di un CPP come il nostro, dovrebbe aggirarsi sulla trentina di persone.

Per questo Consiglio non sono state fatte elezioni ma è stata raccolta la disponibilità di quelle persone che si impegnano ad offrire un po’ del loro tempo a questo servizio.

Concludendo, l’attuale CPP è formato da 28 persone;  una quindicina appartenenti al vecchio Consiglio, alcune nuove entrate giovanili (5-6), un rappresentante dei Catechisti, uno degli animatori dei ragazzi, uno del Gruppo Caritas e un membro del Consiglio per gli Affari Economici.

Ecco i nominativi del Consiglio:

GIOVANI:

Cristofoli Michele, Monestier Vanessa, Pagura Gaia, Pizzolato Mauro, Querin Damiano, Serafin Davide,.

ADULTI:  Aloisi Stefano, Barabas Enzo, Bertoli Sara, Bertolo Ivana, Borean Angela, Bortolussi Giuseppe, Brun Luigina,  Cucit Sergio, Della Libera Jenny, Di Fiore Marianna, Galvanin Michela, Ius Mauro, Ius Massimo, Ius Miriam, Nonis Renato, Ornella Silvano, Pagura Luana, Profeta Amelia, Sartori Marina, Silan Luisa, Zamuner Roberta.  

PRESIDENTE: Don Ugo Gaspardo

Quanto dura in carica un Consiglio parrocchiale?

 I membri del CPP durano in carica, da statuto, cinque anni. Si è scelto di dividere la durata di questo nuovo CPP in 3 anni più 2. Chi non se la sente di continuare dopo il triennio, può essere sostituito. Questa scelta condivisa vuole andare incontro a più problematiche.

Quale il ruolo del C.P.P.?

I laici nella Chiesa trovano un nuovo stare, grazie  alle precise indicazioni del Concilio Vaticano II°.  In uno specifico documento si ribadisce l’importanza dei laici nella Chiesa, proprio perché cristiani e quindi  persone che vivono  la loro fede in Cristo e quindi, al tempo stesso, testimoni e missionari.

Si può comprendere allora che con la parola corresponsabilità la Chiesa oggi abilita il laico ad un ruolo decisionale nelle scelte della conduzione della vita religiosa in un determinato contesto territoriale.

É un “cambiamento epocale”!

La pastorale parrocchiale oggi, si diversifica alquanto rispetto a quella in voga solo una quindicina di anni fa. (Per Pastorale intendiamo tutto ciò che la Chiesa locale attua in ambito religioso: catechismo, prime comunioni, cresime, incontri, campeggi, Grest, feste, processioni, ecc.).

Viene ribadito continuamente in Diocesi  che la parrocchia non può più essere considerata autosufficiente e/o autoreferenziale, ma deve entrare in una logica di pastorale missionaria e integrata. Ecco il nuovo! Missionaria perché da sempre è la sua vocazione, guardiamo ad esempio la presenza comunitaria alla Messa domenicale, ci rendiamo immediatamente conto che siamo diventati terra di missione. Un solo dato: meno del due per cento dei giovani in Europa frequenta la Chiesa.

Pastorale integrata: con questa espressione si intendono le scelte e le programmazioni in campo religioso che parrocchie contigue dovranno studiare, per poter essere attuate, in modo uniforme, in quel territorio.

La Pastorale integrata in sintesi, ha la finalità di concordare e di sviluppare dei piani di lavoro comuni tra parrocchie per ricercare nuove vie per la trasmissione della fede cristiana, per i Sacramenti, per attività comuni.

La Pastorale integrata investe più ambiti: se riguarda Comuni  limitrofi, si parla di Unità Pastorale, se il territorio è un po’ più vasto e raggruppa alcune Unità Pastorali, si parla di Forania, più Foranie formano poi la Diocesi sotto l’egida del vescovo.

Scendendo nel concreto: Castions appartiene alla Unità Pastorale di Zoppola-Casarsa formata dai paesi afferenti ai rispettivi Comuni,  la nostra unità pastorale  è annessa alla Forania di San Vito al Tagliamento il cui territorio si sviluppa al di quà del Tagliamento  fino a Sesto al Reghena. È interessante sottolineare che Castions fino a qualche anno fa, faceva parte della U.P. di Zoppola (solo i paesi del Comune) e alla Forania di Valvasone che comprendeva i paesi a nord di Castions fino ad Aurava, ad esclusione di Spilimbergo. Oggi Valvasone rientra nel territorio foraneale di Spilimbergo. Secoli di storia comune che improvvisamente sono cambiati.

In che modo si organizza e lavora il CPP?

Stabilito che il primo compito per un membro del CPP è vivere e testimoniare la propria fede, l’azione successiva è quella di affiancare il parroco nell’azione pastorale. Come? Promuovendo e portando a termine delle iniziative che trovano il loro sviluppo in opportune Commissioni di studio.

Qualche esempio: la Commissione Caritativa ha il compito di andare incontro alle emergenze di povertà che affiorano nella nostra Comunità e in senso più ampio nel nostro Comune, predisponendo raccolte di cibo, vestiario, di informazioni e di supporto anche ai tanti stranieri che abitano il nostro territorio.

La Commissione Liturgica, interviene nei momenti forti del nostro vivere cristiano, il tempo dell’Avvento,  il Natale, la Quaresima, la Settimana Santa con  la Pasqua, la Pentecoste, gli incontri di preghiera come l’appuntamento mensile del  “Venite in disparte”, processioni e altro. Di fatto gli appartenenti a questa commissione devono predisporre e pensare a come la Liturgia possa venire offerta in modo nuovo all’uomo d’oggi.

La Commissione famiglia invece si occupa delle problematiche della famiglia, intendo i rapporti che intercorrono tra genitori, tra genitori e figli, con i nonni o gli  anziani che vivono in famiglia. Oltre ad alcune iniziative già  poste in atto come ” Il gruppo coppie sposi”,  la giornata della famiglia, la festa degli anziani, la commissione può avviare anche cicli di conferenze con esperti nelle tematiche che si pensa possano essere di utilità alla famiglia.

La Commissione giovani si occupa  dei giovani, promuovendo iniziative che possano sviluppare il senso religioso, solidale  e civico dei nostri ragazzi. Non solo campeggi o esperienze simili quindi, ma anche percorsi formativi.

Quest’anno la Diocesi ha dedicato l’Anno pastorale ai giovani. Con un documento ed una lettera dal titolo  “…e camminava con loro” dedicata ai giovani ilnostro Vescovo Giuseppe Pellegrini, invita i giovani ad essere “soggetti attivi nella vita delle nostre comunità”. Tante sono le indicazioni offerte a presbiteri, diaconi, religiosi ed operatori pastorali per trovare percorsi di cammino, di dialogo… con i giovani.

 La Commissione per gli affari economici (CPAE)  si occupa invece delle esigenze parrocchiali che comportano un impegno economico: manutenzioni , spese per innovazioni tecnologiche, acquisti, ecc.

Gli incontri dovrebbero svolgersi in un clima di ascolto, di sereno confronto, di rispetto nella ricerca unanime delle soluzioni migliori alle problematiche che si presentano per la crescita della comunità. Questa è la teoria, poi si fa quello che si può, con le forze e i carismi di cui disponiamo. C’è un detto: “meglio il poco di molti che il tanto di pochi”, forse così il carico diventa più leggero.    

Enzo Barabas