Il Seicento a Castions

Presentazione del libro a cura dell’autore. Tutta la cittadinanza è invitata.


Un’opera di Antonio Carneo, maggior pittore friulano del Seicento e tra i migliori interpreti della cosiddetta pittura “tenebrosa” in area veneta, è custodita a Castions di Zoppola nella pieve di Sant’Andrea apostolo. Nel secolo diciassettesimo oltre al capolavoro del Carneo sono state molteplici le imprese artistiche, piccole e grandi, che hanno dato maggior decoro alla pieve e alle altre chiese del paese con pittori, scultori, tagliapietre, muratori, marangoni, doratori e orefici che si sono avvicendati lungo tutto il secolo. Per meglio comprendere il significato di un’opera d’arte appositamente realizzata per una specifica località è utile interpretare gli aneliti di fede della gente del luogo per la quale è stata realizzata, ma egualmente valutare i relativi risvolti sociali e lo scorrere della vita quotidiana, in pratica cercare di approfondire la microstoria del paese. Nel Seicento, che va inteso come il secolo dove si affaccia la “modernità”, la vita degli abitanti di Castions, come quelli dei paesi limitrofi, era senz’altro grama e irta di difficoltà. In particolare, i primi decenni del secolo erano stati attraversati da una serie di calamità, dalla peste di manzoniana memoria a periodi di prolungata carestia, dalle bizzarrie del tempo, tra siccità e fenomeni alluvionali, alle morie del bestiame e al flagello dei lupi, e se non mancano episodi di “violenza di strada” vi si rileva la benefica e ininterrotta attività delle varie confraternite attive a Castions a sostegno dei poveri e dei bisognosi secondo gli insegnamenti dei Vangeli.